Irradiazione alimentare di cui poco conosciamo

By on 24 maggio 2013
irradiazione

Non si poteva trovare frase più adatta di quella di David Reuben “La più terribile minaccia alla vostra sopravvivenza e quella dei vostri figli non proviene dalle armi nucleari, ma da ciò che mangerete questa sera a cena”.

Alcuni alimenti di uso comune, tra cui cipolle, aglio, patate e altro ancora, vengono sottoposte ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. In effetti le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e consentono di salvare una grande quantità di vegetali che diversamente andrebbe perduta per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni.  L’Italia, in cui manca l’obbligo di indicare in etichetta questo tipo di trattamento, ammette l’irradiamento di patate, aglio e cipolle, ma non ci sono solo questi a doverci preoccupare, sono quelli importati dall’Olanda, dalla Francia, dalla Thailandia, Belgio, Canada, Cile, Polonia, Spagna Ungheria, Usa, Argentina, Israele, Norvegia e dagli altri paesi che applicano questo processo. L’irraggiamento dei prodotti alimentari è stato proposto da lunga data, in alternativa ad altre tecnologie, per controllare la sopravvivenza e la moltiplicazione dei microrganismi nelle materie prime alimentari, utilizzate dall’industria per la produzione di alimenti, al fine di assicurarne una più lunga conservabilità (nel caso dei vegetali con l’inibizione della germogliazione; nel caso della frutta con l’induzione del ritardo nella maturazione; nel caso dei cereali con l’inattivazione degli infestanti) e un più alto grado di sicurezza. Intorno agli anni ’70 che si valuta in maniera concreta la possibilità di ricorrere nell’industria alimentare all’irraggiamento delle derrate come soluzione finale in grado di  risolvere il problema del deterioramento e quello della sicurezza igienica. Tuttavia, la sua conclusiva adozione è stata, in un primo momento, rallentata dalla necessità di acquisire tutti i pareri scientifici non solo sul fatto che producesse gli effetti desiderati ma anche che non avrebbe causato effetti inaccettabili dal punto di vista tossicologico, nutrizionale e microbiologico e, successivamente, limitata dalla percezione dei consumatori sui rischi ad essa attribuiti e dalle azioni delle relative organizzazioni di difesa.

In Italia, in base a quanto previsto dall’art. 7 della legge 30 aprile 1962 n. 283, le Autorità Sanitarie hanno esaminato la questione e convenuto già dal 1973 (4) di autorizzare l’irraggiamento di patate, cipolle e agli a scopo anti-germogliativo e più recentemente, dal 1996, hanno autorizzato il trattamento delle erbe e spezie (5). 

Nel Regno Unito le autorità hanno riscontrato il 42% di alcuni integratori alimentari di tipo erboristico irradiati. Si tratta per lo più di prodotti contenenti o a base di aloe, medicago sativa, uncaria tomentosa, arpagofito, aglio, zenzero, ginkgo biloba, ginseng, guaranà, kava kava, serenoa repens, curcuma. Poiché nella quasi totalità dei casi si tratta di prodotti per i quali il trattamento con radiazioni non è autorizzato nella UE, il risultato solleva interrogativi sulla situazione esistente in altri Paesi.

Elenco dei prodotti autorizzati ad essere trattati con radiazioni ionizzanti

Nazione                           Tipologie alimentari

Regno Unito Patate, cipolle, aglio, scalogno, legumi, frutta e verdura fresca e secca 
(inclusi funghi e pomodori), cereali, pollame, pesci e molluschi
Belgio Patate, cipolle, aglio, scalogno, pollame, cosce di rana e gamberi surgelati, 
albume d’uovo
Francia  Piante aromatiche surgelate, cipolle, aglio, scalogno, frutta e verdura secca, 
fiocchi e germi di cereali, farina di riso, gomma arabica, pollame, cosce di rana 
e gamberi surgelati, albume d’uovo, caseina e caseinati
Italia Patate, aglio, cipolle
Paesi Bassi Legumi, frutta e verdura secca, fiocchi di cereali, gomma arabica, cosce di rana 
e gamberi surgelati, pollame, albume d’uovo

Numerosi scienziati hanno raccolto prove inquietanti sui rischi derivanti dal consumo di derrate trattate con l’atomo.

Gerald Brownell, biochimico dell’Università del Michigan, ha dimostrato che le patate irradiate causano nei topi un’incidenza molto alta di tumori e artriti, mentre in India i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione hanno osservato nei bambini nutriti con grano irradiato un aumento di alterazioni genetiche nelle cellule del midollo osseo. Con le scimmie è stata registrata una serie di squilibri ormonali, con i topi una propensione al tumore. Ma le conseguenze più serie pare siano legate al forte aumento di radicali liberi che causano invecchiamento precoce.

Inoltre l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi, molti dei quali notoriamente tossici.

Nel 1986 la London Food Commission ha documentato, con prove schiaccianti, che un paio di aziende alimentari impiegavano l’irradiamento per sterilizzare cibi contaminati, lasciando però tossine pericolose nel cibo.

In realtà basterebbe adottare gli attuali metodi di conservazione per neutralizzare i germi patogeni: per esempio la refrigerazione è efficace a bloccare la germogliazione di patate, cipolle, tuberi e bulbi; il vapore per eliminare gli insetti da fragole e altra frutta; i saggi immunologici per individuare i parassiti nella carne; il rigoroso rispetto delle norme igieniche nei processi di lavorazione degli alimenti, il controllo dei mangimi e le condizioni di allevamento degli animali e soprattutto il metodo più semplice, diretto ed economico e salutare, cioè quello di consumare prodotti freschi, biologici e, possibilmente a km zero. E anche se questo non è sempre di facile attuazione, è la richiesta della base che fa spostare sicuramente gli interessi dei grandi distributori.

Fonti

http://www.luigiboschi.it/node/34057

http://www.teddygoldsmith.com/page11.html

1. Mead PS, Slutsker L, Dietz V, McCaig LF, Bresee JS, Shapiro C, Griffin PM, Tauxe RV. Foodrelated illness and death in the United States. Emerg Infect Dis 1999;5(5):607-25.
2. World Health Organization. Wholesomeness of irradiated food: report of a joint FAO/IAEA/WHO
Expert Committee. Geneva: WHO; 1981. (WHO Technical Report Series, No. 659).
3. World Health Organization. International Consultative group on food irradiation (ICGFI). Task
Force meeting on the Use of Irradiation to Ensure Hygienic Quality of Food, 14-18 July, Vienna,
Austria. Geneva: WHO; 1987. (WHO/EHE/FOS/87.2).
4. Italia. Decreto Ministeriale 30 agosto 1973. Autorizzazione al trattamento mediante radiazioni
gamma, a scopo anti-germogliativo di patate, cipolle ed agli. Gazzetta Ufficiale n. 254, 1 ottobre
1973.
5. Italia. Decreto Ministeriale 18 luglio 1996. Regolamento riguardante il trattamento con radiazioni
ionizzanti di erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti a base di erbe aromatiche essiccate e di
spezie. Gazzetta Ufficiale n. 204, 31 agosto 1996.
6. Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 relativa al
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti
trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
7. Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 che stabilisce un
elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti. Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
8. Italia. Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n. 94. Attuazione delle direttive 1999/2/CE e 1993/3/CE
concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale n. 79,
4 aprile 2001.

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2 Comments

  1. Fernanda

    27 maggio 2013 at 14:56

    Salve, un’amica biologa e salutista mi ha convinta a comprare un ozonizzatore, spiegandomi che aiuta ad eliminare quanto di chimico si trova nell’acqua o negli alimenti. Ho notato che la verdura lavata con l’acqua ozonizzata dura molto di più, che spariscono i cattivi odori dalla casa e i fiori recisi durano il doppio se immersi in acqua così trattata. Fa male anche quello?

  2. Monica

    14 giugno 2013 at 13:18

    Articolo utilissimo. Una piccola domanda di chiarimento. Se ho capito bene i prodotti biologici non vengono sottoposti a radiazioni, è esatto? Grazie
    Monica

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