È italiano il primo furgone che viaggia e autoproduce idrogeno

By on 29 settembre 2015
H2M_furgone idrogeno

È nato in Puglia ed è il primo veicolo terrestre in grado di produrre e stoccare in maniera autonoma energia rinnovabile dall’ idrogeno. Stiamo parlando di H2M (H2 Mobile), il furgone nato dal progetto dell‘Università dell’Idrogeno di Cala Corvino (Monopoli Bari) e della Fondazione Hydrogen University (sotto la supervisione del fisico Nicola Conenna, Presidente della Fondazione).

In questi giorni, ha fatto la sua comparsa a Bari, durante la Fiera del Levante, ma nei mesi scorsi ha girato un po’ l’Italia, arrivando anche a Roma ad aprile, in occasione della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell’Unione Europea.

Si tratta, in sostanza, di una sorta di “laboratorio per le tecnologie della rivoluzione industriale”, un autocarro furgonato con rimorchio, della lunghezza complessiva di 15 metri, capace di produrre idrogeno da un complesso di  pannelli fotovoltaici da 6 kWp.

Lateralmente, il veicolo è infatti dotato di due “ali” che si alzano, formando un tetto di 80 metri quadri di pannelli fotovoltaici. L’impianto alimenta un elettrolizzatore da 1 normal m3/h per la produzione d’idrogeno, stoccato in bombole da 50 litri, utilizzando 24 batterie tampone da 230 A/h che silenziosamente accumulano precedentemente l’energia.

Al seguito del furgone, e presente un rimorchio, una sorta di “salone” multimediale viaggiante capace di ospitare dimostrazioni ed eventi itineranti. Può accogliere una cinquantina di ospiti ed è dotato anche di una stampante 3D.

Il furgone H2M è stato realizzato dalla Fondazione H2U attraverso il cofinanziamento da parte della Regione Puglia, con fondi Carbon tax del ministero dell’Ambiente e con il cofinanziamento della stessa Fondazione, in partenariato con l’università Aldo Moro di Bari.




Come affermato dal presidente della Fondazione H2U, il fisico Nicola Conenna, in occasione della tappa di presentazione a Roma, “Questo è l’inizio di un viaggio che ci porterà fino alla Conferenza sul clima di Parigi a fine 2015, la Cop21”; con esso ”vogliamo porre l’attenzione sull’esistenza e maturità di tecnologie accessibili per combattere i cambiamenti climatici, interamente fondate sulle energie rinnovabili”.

H2U è un ‘work in progress’, disponibile ad accogliere anche altre tecnologie per la sostenibilità, le rinnovabili e l’ambiente.

Dopo un lavoro durato due anni – ha spiegato Nicola Conenna – il veicolo è pronto per iniziare il proprio viaggio, portando con se un modello energetico e produttivo alternativo, diffuso, decentrato e rinnovabile, totalmente carbon free“.

In questa fase della sperimentazione, per la produzione dell’energia indispensabile per il funzionamento dell’elettrolizzatore – all’attuale stato dell’arte dei sistemi fotovoltaici – occorre un’ampia superficie di pannelli esposta al sole: cosa che spiega la speciale conformazione delle furgonature.

(Foto: e-democracyitalia.it)

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